La sicurezza dei prodotti tessili e calzaturieri in circolazione è al centro di un complesso sistema legislativo e normativo caratterizzato da:

  • Legislazione UE
  • Leggi nazionali.
  • Norme – ISO, CEN, UNI:molte di queste regolano gli aspetti tecnico-qualitativi (requisiti fisici, solidità ecc.) e le metodologie analitiche per ricercare le sostanze pericolose potenzialmente presenti. In particolare la norma UNI/TR 11359 Safety management of textiles, clothing, footwear, leather and accessories, pubblicata nel 2010 e realizzata con il coordinamento di Tessile e Salute, prende in esame in modo sistematico la sicurezza dei prodotti tessili.
  • Requisiti privati– marchi e capitolati: sono numerosissimi perché predisposti da aziende singole o aggregate e si basano su Restricted Substances Lists RSL, elenchi specifici di prodotti chimici il cui uso è vietato o ammesso solo con criteri fortemente restrittivi. Capitolati e regolamenti privati sono però molti e talvolta divergono tra loro in merito alle sostanze chimiche elencate e ai requisiti di utilizzo.

Nei processi di ideazione, fabbricazione e commercializzazione dei loro prodotti, le imprese devono rispettare i requisiti richiesti dal sistema legislativo e normativo. La presenza nelle varie regolamentazioni di elenchi di sostanze e di limiti diversi per una singola sostanza, crea una situazione di disorientamento e, a livello internazionale, di disparità commerciale che svantaggia i produttori europei.

Intanto cresce la richiesta di prodotti sicuri e a basso impatto ambientale tra l’opinione pubblica, anche grazie alle campagne condotte dai movimenti ambientalisti contro le politiche di molti brand globali che delocalizzano nei paesi poveri dell’Asia, senza garantire che le lavorazioni avvengano in condizioni di sostenibilità ecologica ed etica.

Nell’agenda dell’Associazione Tessile e Salute:

  1. tutelare la salute del consumatore
  2. armonizzare i requisiti per le transazioni commerciali;
  3. armonizzare i requisiti tra le legislazioni dei diversi Stati;
  4. attuare il principio di reciprocità in materia di requisiti per l’ingresso sui mercati dei diversi Stati.
In particolare per attuare i punti 1 e 2 l’Associazione sta realizzando e pubblicando, in qualità di coordinatore tecnico, le Linee Guida sui requisiti eco-tossicologici

 

 

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